Il Rose Day 2025 ed il coraggio delle Donne che produce rumore

Nel cuore delle celebrazioni del Rose Day 2025 si respira un’aria di festa, ma anche di riflessione. Quest’anno, il prestigioso riconoscimento assegnato alle donne che hanno saputo emergere non è solo un simbolo di traguardi raggiunti. È una chiamata alla responsabilità. Una responsabilità che impone un profondo equilibrio tra l’umiltà e il necessario amor proprio, pilastri essenziali per affrontare le sfide quotidiane con dignità e forza.
Ricevere un premio di tale portata non si limita alla legittima soddisfazione personale. Diventa un momento di connessione con quelle voci che restano inascoltate, con le donne il cui silenzio è spesso mascherato da indifferenza o, peggio, da umiliazione. Questo omaggio, oggi, è dedicato a loro. È un messaggio di solidarietà per chi non calcherà mai un palco, ma vive ogni giorno nella lotta contro il pregiudizio, l’ingratitudine e la discriminazione.
Molti ricordano la celebre frase di Gianni Morandi: “Uno su mille ce la fa”. Ma, declinandola al femminile, si arriva a un’amara consapevolezza: “forse, una su un milione”. È un dato che non possiamo accettare. Ed è proprio in questo contesto che la questione dell’intelligenza artificiale, con le sue straordinarie possibilità e le sue insidie, si intreccia inevitabilmente al tema dell’uguaglianza di genere.
Secondo uno studio Censis-Confcooperative, 6 milioni di lavoratori potrebbero essere sostituiti dall’intelligenza artificiale. Ora, com’è noto, in Italia il livello di istruzione delle donne rimane sensibilmente più elevato di quello maschile: le donne con almeno il diploma sono il 65,1% e gli uomini il 60,5%. Un paradosso inquietante evidenzia come le donne, essendo mediamente più istruite degli uomini, siano più esposte a questa minaccia. Un dato che sembra tradire i loro sacrifici per ottenere un’istruzione superiore. Eppure, è chiaro che non si può semplicemente subire il cambiamento tecnologico; bisogna guidarlo. La centralità dell’essere umano deve tornare al cuore del progresso, trasformando l’intelligenza artificiale in uno strumento a servizio delle persone, e non un ostacolo.
Le donne, con la loro innata sensibilità, possono e devono fare la differenza. Quelle stesse bambine a cui era stato detto di essere “troppo sensibili” oggi insegnano al mondo con il potere dell’empatia. E quelle che erano rese invisibili da sguardi assenti e superficiali sono quelle che ora danno visibilità ad altre donne, capaci di costruisce spazi sicuri per la guarigione e l’onestà emotiva. Le donne che scelgono il proprio valore, accettano la propria vita e ispirano le loro sorelle a fare lo stesso, sono il simbolo di una rivoluzione silenziosa, ma che produce rumore.
Il Rose Day 2025 non è solo una celebrazione. È un monito, un invito all’azione. È una promessa di solidarietà per tutte quelle donne che, pur restando nell’ombra, sono le vere protagoniste di un mondo migliore.

Rosa Di Stefano

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