L’educazione sbagliata: la recensione

In una società complessa educare significa aprirsi ad uno spazio dinamico, critico, capace di individuare nell’unicità dell’umano la problematicità del suo rapporto con il mondo, la natura, i suoi simili e con sé stesso. All’apparente sicurezza di uno stile di vita opulento che caratterizza la maggior parte del mondo occidentale si contrappone la preoccupazione per un futuro catastrofico. Un’inquietudine di sottofondo, un senso di sfiducia conduce alla ricerca di modelli che possano dare certezze al nostro dialogo con la natura. Duilio Scalici nel romanzo” L’educazione sbagliata” ci mette in guardia contro le azioni sconsiderate dell’uomo sulla natura. Un mondo antropocentrico, in cui li tempo è stato accelerato e manipolato nella brama sconsiderata dell’avere tutto in un clic da foto istantanea. Dove il cemento ha soffocato, imbrigliato la forza di una natura che inaspettatamente irrompe e stravolge la logica scientifica di potenti algoritmi e logiche consumistiche.
“Affacciarsi dalla finestra” lamenta uno dei personaggi del romanzo di Duilio “offre uno scenario angosciante, claustrofobico” I palazzi sono altissimi, vicini l’uno all’altro, sudici, sporchi, orribili. Le architetture mostruose si erigono come torri di Babilonia coprendo l’azzurro di grigio cemento.
Ed In questo scenario cercare spazi di cielo liberi dalle nubi di fumo è come sfogliare l’album ingiallito dei ricordi. Siamo immersi in una realtà distopica, un caldo infernale avvolge il pianeta, in cielo volano più batteri che uccelli, l’acqua scarseggia, l’aria è irrespirabile e gli umani hanno apparati respiratori per garantirsi un’aria pulita. Un contesto che richiama La Strada dello scrittore statunitense Cormac McCarthy
Il mondo descritto è nella sua fase terminale. La speranza è in un modello educativo nuovo, nella creazione di un nuovo ordine sociale “Siamo l’organo di un gigante. Dobbiamo farlo coesistere in armonia per farlo vivere. Per farlo stare bene. Per questo dobbiamo accettare la natura per quella che è, e convivere con tutti gli esseri che come noi la ospitano” è il pensiero di Rosa, una delle allieve prescelte a seguire la nuova educazione. Nell’era dell’antropocene la riflessione risuona come un avvertimento, perché passato e presente non siano destinati a trasformarsi in un incubo futuro. Laudato sii cantava S. Francesco, riconoscendo i beni preziosi della nostra terra, come facenti parte di un’unica famiglia che condivide un’immensa grande casa da curare. Ma la speranza di cambiamento, per i maestri delle due isole delle colonne d’Ercole, è riposta in un nuovo mondo. I nuovi insegnati sono chiamati ad impartire un nuovo paradigma educativo. Sono loro i depositari di un sapere che nasconde nei suoi meandri limiti e proibizioni. Nel vecchio mondo la specie umana, ritenuta malata, non ha scampo verrà annientata. L’aria che annunciava progresso e benessere è diventata irrespirabile, porterà morte. I respiratori alimentati dalle bombolette di ossigeno non saranno più forniti e gran parte della popolazione mondiale sarà destinata ad un lungo sonno senza risveglio.
È la metafora di quella hybris dell’uomo moderno accecato dall’onnipotenza della scienza e della tecnica che calpesta i limiti naturali dell’esistenza. La fiducia nel potere di riscrivere le leggi della natura richiama il moderno Prometeo, il Frankestein di Mary Shelley, lo scellerato volo di Icaro.
Nel romanzo I potenti della terra parlano di speranza, il loro grande potere è come l’occhio di Orwell nel romanzo 1984, che controlla tutto e tutti. Loro sanno chi scegliere nel futuro utopico di miglioramento dell’umanità. Hanno in mente un progetto infallibile, creare due nuove società. “Gestiti da gente competente, gente rivelatasi giusta nel corso degli anni della loro vita. Gente pulita che sarebbe stata scelta dai Potenti chissà sotto quale criterio. I nuovi Maestri, ecco che ruolo avrebbero dovuto ricoprire queste persone, rimuovendo per sempre le cattive abitudini. Rimodellando l’educazione sbagliata”. Sarebbero stati gli artefici della buona educazione del nuovo mondo. Una prospettiva utopica, dove gli illuminati pensano di sviluppare una società ideale più giusta, con un modello educativo migliore. Teste ben fatte avrebbe detto Edgard Morin se solo fossero rese libere ed autonome. Lo ha capito bene Calendula che vuole sentirsi libero, scoprire cosa c’è oltre il mare infinito dell’isola che lo ospita. In preda alle domande pensa che i maestri mentano, e lui ha bisogno di conoscere, di scoprire cosa c’è oltre l’orizzonte. Deve sapere per quel connaturato bisogno di conoscenza, per quell’Ulisse che abita in noi. Il desiderio di conoscenza è innato in noi, già Aristotile lo sottolineava nel libro della Metafisica, un desiderio assoluto, libero da qualsiasi fine utilitaristico. Nell’evoluzione del pensiero umano gli interrogativi sulla vita sono gli stessi, forse alcune risposte nei secoli sono cambiate. Ma la natura umana ed il desiderio di sapere ci affratellano. I maestri della nuova educazione riusciranno a modificare questa legge della natura, saranno in grado di controllare gli istinti? O si ritornerà a quell’uomo della pietra e della fionda cantato da Quasimodo.
Nel nuovo mondo non esisterà la violenza, neanche quella del regno animale, nessuna bestia carnivora sarà presente e la nascente comunità sarà vegana. I nuovi figli non conosceranno la violenza, Caino sarà sconfitto. È un’altra delle utopie che nelle due isole delle colonne d’Ercole i maestri cercheranno di realizzare. O forse Caino tra i protagonisti del romanzo è il simbolo che mette in crisi la nuova religione educativa dell’obbedienza cieca ed incondizionata? Parodia di un fanatismo che in nome di una buona educazione ha consentito lo sterminio di innocenti e la selezione genetica di neonati ignari dei loro genitori naturali?
Il male è una componente ineludibile della natura umana, capace di manifestarsi nelle forme più inattese. In una delle due isole delle Colonne d’Ercole si aggira una creatura primordiale, una belva che incarna l’istinto irrazionale e incontrollabile, proprio come l’azione di Anemone, destinata a sovvertire l’ordine apparente del nuovo mondo e a precipitarlo nel caos originario.
L’utopia si sgretola, rivelando la sua matrice distopica: l’educazione, concepita come processo perfetto di armonizzazione sociale, in realtà è un meccanismo oppressivo, la trasformazione di un sogno in incubo, la bugia che inganna. Attraverso questa costruzione narrativa, Duilio ci offre uno specchio deformante della nostra realtà, in cui il desiderio di una società ideale si scontra con le contraddizioni della natura umana. La tensione tra progresso e controllo si fa nodo centrale del romanzo, interrogando il lettore su quanto sia possibile progettare un’umanità purificata dall’errore.
Ma è proprio nel confronto tra ideale e fallimento che il romanzo trova la sua forza. L’educazione sbagliata è una distopia che, proiettandoci in un futuro alternativo, ci costringe a riflettere sulle derive del presente. I personaggi incarnano prospettive divergenti, stimolando il lettore a prendere posizione. Le loro voci emergono attraverso flussi di coscienza intensi e vibranti, nei quali si stratificano paure, speranze, dubbi e desideri.
Dal punto di vista stilistico, la narrazione è dinamica, resa da frasi brevi e incisive che restituiscono l’immediatezza delle sensazioni e il ritmo incalzante del pensiero. La struttura del romanzo, articolata in quattro capitoli, segue i punti di vista di Rosa, Calendula, Anemone e dell’abitante del vecchio mondo prescelto per diventare maestro. Questa polifonia narrativa amplifica la tensione del racconto, mantenendo alta la suspense e conducendo il lettore attraverso il passaggio graduale dall’illusione di perfezione alla disfatta educativa orchestrata dai poteri del passato e affidata ai maestri.
E infine, come un’onda che si ritira per poi abbracciare di nuovo la riva, il romanzo si chiude su un’immagine potente: il mare infinito, simbolo di purificazione, ritorno alle origini, forse a quel liquido amniotico in cui ogni individuo è parte di un tutto.

Marisa Di Simone

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